28. ottobre 2019

Cos’è l’interruttore della luce unipolare, bipolare e con deviatore

Oggigiorno sempre più persone si avvicinano all’apprendimento di alcune nozioni, soprattutto di base, riguardanti il proprio impianto elettrico di casa, dove anche il conoscere alcuni semplici aspetti e poche ma fondamentali regole di buon uso e di installazione di base, possono darci piccole grandi soddisfazioni o comunque permetterci di destreggiarci al meglio in questo mondo che pare ai più, misterioso e sconosciuto.

Comprendere alcune informazioni quali la composizione delle scatoline di derivazione, la potenza erogata del proprio impianto e come aumentarla, la differenza tra interruttori unipolari o bipolari, sono fattori che possono risultare fondamentali al momento di dover ristrutturare casa o chiedere semplicemente un preventivo ad una ditta di impianti elettrici.

 

Cos’è e come funziona un interruttore della luce

Nonostante le vostre conoscenze in merito di elettrotecnica siano magari scarse o quasi assenti, sapete benissimo che l’interruttore della luce ha un pulsante che, azionando manualmente la levetta, permette di accendere e spegnere una o più luci delle varie stanze e della casa; la corrente elettrica arriva al pulsante, partendo dalla centrale del gestore di energia, attraverso il contatore della luce presente in tutte le nostre abitazioni, fino ad arrivare al nostro caro interruttore che, se “aperto”, ossia se non interrompe appunto il passaggio di corrente elettrica, lascia passare l’energia elettrica fino alla lampada o plafoniera che sia.

Al contrario, se interrompiamo il circuito mettendo il pulsante della luce in posizione di “spento”, la corrente non arriverà alla nostra lampada, interrompendo così il passaggio di energia.

All’interno del nostro interruttore passano tre fili di colore diverso: la fase, il neutro e la terra.

Se, come dovrebbe essere, a casa nostra abbiamo un impianto totalmente a norma, troveremo questi fili con dei colori diversi. La terra è di solito di colore giallo/verde, collegato al salvavita, permette di scaricare a terra ogni tipo di sovraccarico e dispersione di energia che si possono presentare nell’impianto.

La fase, come il neutro, arriva direttamente dal contatore, ed è comunemente di colore marrone, grigio scuro o nero. È il cavo più potente e pericoloso, perché trasporta appunto l’energia, fai sempre massima attenzione nel maneggiarlo, i rischi in cui si corre sono serissimi. Il neutro invece è il cavo di ritorno, che ha potenza zero, ossia non porta energia; il suo colore, parlando sempre di impianti completamente a norma, è blu o azzurro, ed è attraversato da corrente soltanto quando l’interruttore è acceso (ossia quando la lampada fa luce) al contrario, se l’interruttore della luce è spento, il cavo non ha energia che percorre la sua anima di rame, e non presenta alcun pericolo.

Bene, ora che sai come funziona un interruttore andiamo ad approfondire nel dettaglio le sue caratteristiche in base alla tipologia unipolare, bipolare o con deviatore.

 

interruttore unipolare

 

Differenze sostanziali tra interruttore unipolare, bipolare e con deviatore

Abbiamo capito come opera e a cosa serve un interruttore, attiva o disattiva il passaggio di corrente dal contatore alla lampada; certo, ma se mi occorresse gestire il punto di luce da due o più posizioni differenti? Ovvio che le nostre abitazioni sono sempre più all’avanguardia e raramente in una stanza troverete soltanto un interruttore che gestisce l’accensione di una lampada, al contrario di solito avete almeno due o più interruttori per stanza, ma come fanno a funzionare in un unico locale?

Bè qui la tecnologia ci viene in aiuto, con piccoli “upgrade”, ossia entrate supplementari dove far passare la corrente in modo da gestire a piacimento i vari interruttori. Il deviatore ha proprio lo scopo di gestire la luce da due punti distanti, poiché presenta tre morsetti, invece l’interruttore classico ne ha due, dai quali si collegano i vari cavi per “deviare” appunto le varie fasi energetiche. Altri deviatori ci serviranno in caso di gestione dei punti luce da luoghi molto distanti l’un l’altro, come un garage o una rampa di scale.

Per quanto riguarda invece la differenza tra un interruttore luce unipolare e bipolare posso dirvi questo: il primo è il “classico” interruttore che accende e spegne la lampada, scollegando la corrente del circuito soltanto dalla fase e non dal neutro; vengono collegati a questo tipo di interruttori le classiche lampadine di lampade, plafoniere, neon e lampade led, perché il carico supportato sarà molto leggero e non presentano, solitamente, problematiche rilevanti legate all’utilizzo di corrente elettrica continua.

Differentemente, l’interruttore bipolare chiude il collegamento di energia elettrica del nostro circuito di tutti e due i collegamenti (sia di fase che del neutro); viene utilizzato principalmente nel collegamento di elettrodomestici pesanti per quanto riguarda il carico e il consumo di energia, come forni, lavatrici o piani cottura elettrici, dove a volte l’interruzione della corrente elettrica è fondamentale.